venerdì 13 giugno 2008

La finestra dei ricordi...

La notte appena trascorsa negli USA sono scattate le finali NBA tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers.

Per chi mastica qualcosina di sport, nemmeno di basket, questi nomi evocano qualcosa di mitico.

Erano gli anni 80 (per la precisione l'85),
c'era ancora il muro di Berlino e Berlusconi non era nemmeno il presidente del Milan, ma solo "quello che ha le televisioni".
Io ero un bambino e con mio padre rimanevamo svegli la notte (lui rimaneva sveglio, io crollavo sistematicamente e forse non era notte, ma mi sembrava tardissimo lo stesso) per vedere le prime partite NBA trasmesse in Italia: le finali Lakers-Boston e per me, che avevo scoperto il basket guardando giocare l'Amaro Lucano Matera (B2), hanno avuto l'effetto dell'LSD.

Al tempo non c'era il satellite, internet e nemmeno il televideo.
Le partite venivano trasmesse il giorno dopo, ma era come se fossero in diretta e il commento di Dan Peterson, un americano venuto in Italia ad insegnare basket e a vincere tutto, era da solo qualcosa di magnetico.

Quelle stesse finali sono entrate nella storia per una serie di ragioni..
Da un lato Boston, la citttà wasp per eccellenza e con una squadra composta per 8/12 da bianchi la cui stella, Larry Bird, era un lungagnone bianchiccio e pel di carota.
Dall'altra la squadra di Los Angeles con le stelle del cinema in prima fila a fare tifo, tanti neri super muscolari e le 2 stelle dai nomi assurdi: Kareem Abdul Jabbar (ma che nome è? E Peterson ad ogni partita a raccontarne la storia) e Magic Johnson ed io convinto che Magic fosse il nome di battesimo, come se i genitori sapessero a cosa quel ragazzo era destinato..

Ovviamente io parteggiai immediatamente per i Lakers, troppo belle le divise giallo-viola e poi da uno che si chiama Magic non puoi non aspettarti qualcosa di incredibile :)
Anche mio padre tifava Lakers e il ricordo di quelle serate di inizio estate sul divano è incancellabile, quasi come la sua esultanza quando Senna uscì a Monza nell'88, ma questa è un'altra storia :)

Marcello

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo nn ricordo la finale dell'85,avevo 4 anni e la mia passione per il basket e la NBA in particolare,risale ai tempi di MJ,negli anni 90.So ke finì 4-2 per i lakers cn Jabbar MVP.Per quanto riguarda la finale di quest'anno,ho appena terminato la visione di gara1,partita equilibratissima,dove le due squdre nn si sn mai superate di
+ di 5punti fino 6/7min dalla fine.P.PIERCE eroico, dopo un infortunio al ginocchio ke pareva grave,è uscito su una sedia a rotelle,dopo 5min è rientrato ed ha messo 2triple in 15\20 secondi!!

Graziano

S4v3r10 ha detto...

epiche e splendide sfide di un basket stellare, di personaggi indimenticabili che hanno scritto la storia di questo bellissimo sport!
io stanotte l'ho vista in diretta, Garnett è mostruoso, Kobe ancora non al top (probabilmente soffre un pò la difesa dura) ma la partita mi è piaciuta e cercherò di vederle tutte in diretta...peccato poi dover andare a lavorare con due occhiaie paurose...spiegare ai colleghi il perchè della nottata non è stato facile
E comunque...non so per chi tifare ora che non ci sono i miei BAD BOYS :))

Ataru ha detto...

@Graziano

PP mi sta sorprendendo, sopratutto in gara 7 contro i Cavs quando da solo ha tenuto botta a Lebron.
Forte è forte, ma così determinante non me lo aspettavo.

Un aneddoto per far capire quanto siano cambiati i tempi.

Gara 7 delle finali 69, sempre Lakers-Celtics, siamo a L.A.
Celtics sempre avanti, si fa male Chamberlain che chiede di uscire.
Lakers in rimonta, lui chiede di rientrare e l'allenatore (Bill Van Breda Kolff) gli dice che se era troppo dolorante per giocare sul -15 lo era anche sul -1.
I Celtics vinceranno lo stesso, canestro di Don Nelson e coach Van Breda Kolff silurato con l'anello al dito :D


@s4v3r10

Io non vedo una cippa, no Sky no party...
Per i big3 dei Celtics è l'occasione della vita, anello ora o mai più.

Però le sfide degli anni 80 avevano un eco negli anni che è difficile spiegare.

I protagonisti erano alieni di cui prima si era solo sentito parlare e che per la prima volta era possibile ammirare anche se in differita e a distanza di decine di migliaia di chilometri e poi Celtics-Lakers assunse davvero i contorni della sfida tra 2 facce della stessa America, quasi come in "Non è un paese per vecchi".

Forse il parallelismo è non solo eccessivo, ma pretestuoso :S

P.S. I Pistons noooooooooo
GO SUNS!!!! (KJ+ Sir Charles, lacrimuccia, prendevo i Suns anche a Run&Gun, gioco semplicemente mitico)

Ciao