lunedì 21 giugno 2010

Un pomeriggio di ordinario martirio

Guardare i mondiali da solo è il fallimento di un'esistenza!
Raffaele Giordano di Un Posto al Sole

C'è un posto in mezzo alla Murgia che un tempo era un ovile ed ora è un centro visite per i turisti.
C'è che qui si possono guardare le partite del mondiale e c'è anche un bel clima e colori splendidi.
C'è un pastore romeno che quando lo saluto mi tira i piedi per la partita, scompare e poi riappare verso le 6 a frittata fatta.
C'è Lisi che si premura di dirmi che ho fatto bene a cambiare maglia perché porta sfortuna, ma ci tengo a ricordare che l'avevo anche 4 anni fa.
Ci sono gli amici, turisti, materani sconosciuti e c'è una signora spagnola che ride quando smadonniamo per il gol della Nuova Zelanda.
C'è Mezzo che mi chiede se Toni è in panchina, io rispondo che c'è un limite all'indecenza.
C'è Adriana che mi chiede quando entra Toni, ma il suo è un interesse tecnico in altro senso, io rispondo la stessa cosa di prima.
C'è che mi sento un ectoplasma quando scopro di essere l'unico (insieme a Saverio) a sapere in che squadra gioca Marchetti.
C'è un rigore a nostro favore che se me lo avessero fischiato contro avrei chiesto a Berlusconi di muovere i carri armati al confine con la Svizzera.
C'è un'attesa che pare infinita, Chiara con gli spiedini di frutta in mano che non sa cosa fare, e poi un abbraccio collettivo che è sempre bello.
C'è che mentre Criscito non crossa, Pepe non salta l'uomo, Chiellini cicca la palla e io tiro giù i santi, si preparano cocktail improvvisati, ma gradevoli.
C'è che tra primo e secondo tempo mi chiedono dei film, ma io ho in testa solo la partita.
C'è un ragazzo australiano, inglese o di non so bene dove che entra intorno alla metà del secondo tempo, chiede una sedia e sembra anche partecipare al nostro dramma collettivo; ma sotto sotto lo vedo che se la ride.
Ci sono i neozelandesi a torso nudo in televisione (ma lì non era inverno) che festeggiano come dei matti ed io che mi chiedo a chi è venuta la bella idea di portare loro un pallone rotondo.
C'è Bagni che ogni volta che parla mi fa salire l'istinto omicida e c'è un mondiale che è bellissimo vederlo così, ma ogni 90 minuti più recupero è un martirio indescrivibile.

A giovedi, se ce la faccio, e come dicono qui a Materatown La Madenn l' acc'mbogn (agli ottavi di finale).

Song of the day: Elio e le Storie Tese - Sigla Mai Dire Gol 1993-94 con dedica personale a Fabio Cannavaro

Marcello






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