venerdì 28 maggio 2010

Mio fratello è figlio unico --> La nostra vita

Da Mio fratello è figlio unico a La nostra vita passano 3 anni di pausa (semi forzata) per il regista e quasi 50 anni per l'Italia nei quali cambia tutto o quasi.
L'unico valore, o ancora di salvataggio, sociale in caso di difficoltà era e resta la famiglia; nell'Italia del boom economico così come in quella della crisi che travolge l'Europa.

Spariscono completamente i partiti e le ideologie (solo un brevissimo accenno ai sindacati inoperosi e impotenti) e resta solo il tifo a rappresentare un senso di appartenenza di cui non vergognarsi mai. Tutto il resto è sempre vendibile, scambiabile e valutabile.

Claudio, l'operaio Elio Germano protagonista de "La nostra vita", è il ribelle Accio 40 anni dopo solo più disilluso e arrabbiato con il mondo per mille ragioni, anche comprensibili e di certo profondamente umane.
Il film ha il difetto di perdersi nel racconto, nelle riprese mosse che per osmosi trasmettono inquietudine allo spettatore e per i cali improvvisi di pathos che ti spiazzano.
Però ha un pregio enorme: raccontare perfettamente nei piccoli dettagli l'Italia attuale dove si preferisce rivolgersi allo spacciatore rispettabile vicino di casa per un prestito piuttosto che mettersi nelle mani di una banca, le piccole imprese affogate e costrette al nero e al subappalto continuo, l'orgoglio per la casa di famiglia prima abusiva e poi condonata, l'assenza totale di asili e servizi pubblici, il denaro come unico mezzo per raggiungere la felicità e gli immensi centri commerciali dove passare le domeniche in famiglia.

I soldi vanno spesi perché si deve far vedere di averli dice Claudio e per farli non bada a scrupoli. e impicci. A sfruttare quelli che fino a pochi mesi fa erano i suoi colleghi e ora sono i suoi dipendenti con l'unico pensiero in testa dell'io prima del noi.

Nonostante i sotterfugi, l'assenza di scrupoli, il razzismo strisciante e le cattiverie per Claudio si tifa fino all'ultimo secondo del film.
Non è un eroe e non è nemmeno un cattivo vero, molto probabilmente è solo molto più simile a noi di quanto non vogliamo ammettere.

Song of the day: Afterhours - Ci sono molti modi

Marcello




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2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi viene un po' di depressione.
maria

Ataru ha detto...

beh no dai...
Poi il film finisce bene :)