sabato 20 giugno 2009

Mio cuggino, mio cuggino

Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è

Pochi giorni fa guardavo con mia madre alcune vecchie foto, di una bellissima in particolare mi sorprende la sua capacità di ricordare particolari e nomi che sembrano insignificanti.
Forse perché era un periodo per lei particolarmente felice o forse perché ha sempre avuto ottima memoria ed è anche per questo che i suoi cugini l'hanno sempre considerata una specie di grande database vivente, capace di mettere ordine tra gradi di parentela, amicizie e inciuci vari in quella che più che una famiglia certe volte sembra un enorme raduno nomade estivo intorno allo stesso ombrellone, rigorosamente in prima fila sin da prima che io nascessi. Il diritto di prelazione credo sia inserito nelle volontà testamentarie, ma non chiedetemi a chi quegli ombrelloni sono assegnati: ho smesso di capirlo tempo fa, so solo che prima di poter usufruire della sdraio di mattina dovranno passare anni.
Ogni tanto ci ha provato a tramandarmi il suo sapere familiare, ma demorde dopo poco; evidentemente al terzo Enzo e al secondo Francesco il mio sguardo impaurito e perso nel vuoto è fin troppo esplicito della confusione nella mia testa.
La cosa sorprendente è che saltando di generazione chi ha la stessa capacità di ricondurre un guazzabuglio decennale ad un ordinato albero genealogico è mia cugina che in alcune foto le assomiglia come una goccia d'acqua, roba che un genetista le dovrebbe studiare per capire se queste personali inclinazioni siano anch'esse trasmissibili al pari dei capelli neri e del fisico esile.
Come è stato per mia madre, anche per me e mio fratello il rapporto con i cugini del mare (che in realtà nessuno ha mai vissuto al mare, ma la Marina è il luogo di ritrovo) è qualcosa di difficile da spiegare e che salta a piè pari la semplice parentela.
Sono rapporti di speciale amicizia, sincera, perché altrimenti non sarebbe possibile raccontarsi da sempre le proprie vite e perché la patente di cugino è in realtà spesso priva di una reale diretta parentela, ma assurge a sinonimo di confidenza e amicizia e i confini della famigghia assumono sempre più contorni sfocati e difficilmente tracciabili; di generazione in generazione quello che resta al setaccio genetico è una polverina fine che qualcuno si ostina ancora a chiamare somiglianza a parenti ormai mitologici che nemmeno i genitori del muovo nascituro hanno mai conosciuto, a suo modo è un modello di famiglia allargata ante litteram.
Eppure tornare ogni anno in quei luoghi dove le strade vengono chiamate dietro a Congedo o all'angolo di Punzi, in un dialogo per iniziati che ci è stato tramandato negli anni e che gli stranieri faticano a comprendere è qualcosa di speciale, sembra quasi un voler fermato il tempo che invece scorre silenzioso ma imperterrito.

Altra cosa buffa è che noi stessi siamo poi diventati amici dei figli degli amici dei nostri genitori, roba che prima o poi verrà fuori qualche bambino con la coda di maiale.
Sembra una catena difficile da spezzare, dove gli anelli si vanno a saldare sempre più, tanto da sembrare indistruttibili.
E la catena piano piano si allunga, ci sono nuovi anelli, alcuni già sbocciati ed altri futuribili e ci sono le occasioni che riuniscono anche fuori dai mesi estivi e in luoghi lontani dall'amato Lido Perla e sono anche i momenti in cui si capisce che i tempi di andare dietro al Parco sono passati via e non solo perché il Parco è molto più brutto di come era prima, ma sono momenti bellissimi a loro volta ed insomma quando tuo cugino, lui si diretto ed anche l'unico, si sposa e ti sceglie come testimone non puoi non essere felice e passano veloci davanti agli occhi i giochi sulla spiaggia, i falò, le notti sotto le stelle, i capodanni insieme, Londra e tantissimo altro e non c'è niente da fare, è tutto semplicemente bello :)

Ah, se non l'ho detto l'ombrellone di cui parlo è il numero 4 del Lido Perla, se passate da quelle parti e chiedete di me sapranno di certo dirvi dove sono e questo vale anche per le prossime estati quindi tenetelo bene a mente mi raccomando.

Song of the day: Rino Gaetano - Anche questo è Sud

Marcello

8 commenti:

Massimo ha detto...

fossimo su facebook direi : 'mi piace"...)

anninatictacallacannella ha detto...

bellissimo post Marcè, davvero mi è piaciuto assai!!!Ma la cugina clone di tua mamma è quella che per caso ho conosciuto io a Ferrara?

Ataru ha detto...

@Anna,
si è Madda

Anonimo ha detto...

ma il regalo per il cugino l'hai poi trovato?
;)
maria

Ataru ha detto...

@Maria,

trovato e devo dire anche molto gradito.
Qualche contatto valido mi è rimasto, anche se pensavo sarebbe stato più facile :)

manuela ha detto...

l'unica nostalgia che dobbiamo avere è per tutto quello che verrà. nostalgia del futuro. saremo sempre noi, sempre al buio, a leggere king, sempre in bici, appuntamento alle 23 davanti al barcentrale. sempre noi, nodi di legami. sempre noi, sempre noi, in evoluzione, in mezzo agli anni, perennemente amici.

Stella ha detto...

Ma io che non sono realmente cugina nemmeno alla lontana ma che ho sempre un posto sotto quell'ombrellone non guadagno nessun legame parentelare?
Molto bello cmq leggere cosi' di noi... :)

Stella

Ataru ha detto...

@ Manuela,
bellissime parole, ma sopratutto vere :)

@Stella,
lo sai bene che anche tu sei uno di quegli anelli sempre più saldi ed ormai hai un c.v. (o curriculum estatae :D) più che sufficiente e inoltre come mia ex fidanzata virtuale hai un posto nell'albero genealogico vita natural durante.

Ti aspetto il 26 dicembre a pranzo ;-)