domenica 22 giugno 2008

Dietro ogni cosa bella c'è un prima e c'è un dopo...


Hola todos (esorcizziamo Italia-Spagna con il loro idioma),

il post precedente era la fredda cronaca del concerto, ma non può mancare anche il racconto di come ho raggiunto l'Arena di Milano :)

Per prima cosa raggiungo l'aeroporto di Bari, ora di partenza prevista 21:50, con buon anticipo usufruendo del nuovo (e gratuito) servizio di bus navetta da Matera.
Uhm, più che buono, l'anticipo dovrei definirlo esagerato visto che il pulmino partiva alle 15:00, ma d'altra parte come resistere al fascino del "free" :)
Sulla navetta ci sono solo io, mi sono sentito tanto Britney Spears, che viaggio da VIP! :D

In aeroporto mi trovo un comodo posto dove leggere e faccio amicizia con una simpatica coppia di signori belgi.
Sentendoli parlare in francese chiedo la loro provenienza con un pò di ritrosia (era il giorno della guerra dei mondi, non dimentichiamolo), loro all'inizio pensano fossi inglese...AH il mio accento oxfordiano.
Scambio 2 piacevoli chiacchiere mentre il marito è indaffaratissimo nel salvare una bottiglia di olio il cui tappo li ha traditi poco prima della partenza.
Spero siano riusciti ad evitare il condimento all'olio extravergine d'oliva dei loro bagagli ed il numero di fogli giganti di scottex, asciugamani e buste di plastica utilizzati mi fa sperare in bene.
I gentilissimi signori di cui sopra si congedano da me regalandomi una scheda telefonica (esistono ancora!!!) che loro pensano scadere tra un anno, peccato sia valida fino al 30/06/2008, gli italiani si riconoscono anche da queste piccole cose...

Passa il tempo, faccio il check-in e, casualità, incontro in fila la cugina dell'amica da cui sarò ospite, ma sopratutto si avvicina l'ora X: il calcio d'inizio di Italia-Francia.
Attorniato da tedeschi in attesa di tornarsene in cruccolandia e in posa plastica per una migliore ricezione della mia radiolina partecipo con gioia all'urlo GOLLLLL!!! sul rigore di Pirlo, tra le risate di scherno dei tedeschi (Fabio Grosso, do you remember?).
Il gol dl vantaggio olandese arriva quando sto salendo la scaletta dell'aereo e il 2-0 di De Rossi un minuto prima dell'accensione dei motori.
Non so come, ma in volo arriverà anche la notizia del 2-0 olandese e del fischio finale.

Il viaggio, purtroppo, non è molto tranquillo, una perturbazione lo rende simile ad un giro sul luna park e il capitano che invita le hostess a sedersi non è tranquillizzante, così come non lo è la ragazza al mio fianco che, chiudendo gli occhi, tocca di continuo il crocefisso della catenina e in silenzio recita i propri voti...
Io già mi vedevo protagonista della serie italiana di Lost :D

Fortunatamente arriviamo sani e salvi, il simpatico microclima lombardo ci saluta con tanta pioggia e il taxista della stazione centrale a Milano mi rende partecipe delle sue idee in materia di energia e ambiente: 10.000 km quadrati di pannelli fotovoltaici in Africa per dare luce a tutta Europa, poi qualcuno si meraviglia se la Lega vince le elezioni?

A casa di Paola vengo accolto da sbadigli e da una portentosa pizza di patate che non vedrà l'alba del giorno dopo, anche la torta di cioccolato non era male.
Peccato solo che Paola non avesse latte sufficiente per una meritoria "sponzata" (per i non materani, sponzare nel latte: infilare torta o altro dolce in una bella tazza fino a quando il prodotto di pasticceria non si carichi fino a scoppiare).

La mattina dopo giro di rito per il centro di Milano (o meglio i suoi negozi), visita alla Feltrinelli (sono pur sempre un uomo di cultura) e ritorno a casa per le 5.
Qui vengo preso da un colpo di sonno e sarò causa del ritardo all'appuntamento con Carla (coinquilina e cugina di Paola) e Chiara.
Poco male, tanto dobbiamo anche aspettare Cedric, il quale finalmente trova risposta su chi fosse quel tizio in chiesa al suo matrimonio.
Quindi il concerto e il ritorno a casa.

Le mie simpatiche ospiti fedeli al motto che dopo 2 giorni il pesce/amico-scroccone puzza, mi annunciano che il giorno dopo posso anche evitare di salutare, devo ridurre al minimo i rumori e che alla stazione di Milano ci devo andare da solo...Grazie di cuore!

Il ritorno in pulman è un viaggio massacrante, niente di strano, scomodo e il mal di testa mi martellerà per ore, ma cavolo se ne è valsa la pena :)

Marcello
P.S.
Un ringraziamento a chi ha avuto il coraggio di arrivare alla fine del post.
Mi rendo conto che gli ultimi 2 sono davvero troppo lunghi, prometto di essere più sintetico in futuro (promessa da marinaio :P)

2 commenti:

anna tic tac alla cannella ha detto...

Marcèèèè post fighissimo mi so fatta un sacco di risate!!!!bello bello
Anna tic tac alla cannella

Anonimo ha detto...

Marce, sono la tua amica inospitale, il post mi è piaciuto, ti sei soffermato con un po' di superficialità sul tuo giro in Feltrinelli... ih ih ih.
comunque porco, sono stata benissimo e ti ringrazio di non aver centrato il water quando hai lanciato le chiavi dalla finestra del cesso.