Se l'anno scorso riuscii a resistere fino allo show di metà partita, Springsteen noblesse oblige, scambiandomi indecenti sms con un amico (il quale per tempo mi ha annunciato il suo forfait, poveretto sta ancora leccando la bua che hanno fatto a quel vegliardo di Favre :P), quest'anno il tutto ha assunto contorni incredibili; ad Alice è bastata una botta imprevista di caldo per ritrovarsi a rincorrere il Bianconiglio, a me è stato sufficiente sintonizzarmi su Rai 2 e spararmi nelle cuffie acquario (perché capaci di isolarmi completamente da qualsiasi rumore esterno) la telecronaca dell'ottimo duo Valerio Iafrate- Roberto Gotta per sprofondare in un'intensa esperienza lisergica.
Fino alla fine del primo quarto tutto bene: il fly over dei caccia sull'ultima nota dell'inno nazionale mi meraviglia come da copione, una liturgia sempre uguale, ma incredibilmente perfetta tanto riesce ad assorbirmi ogni volta (una cerimonia sempre impeccabile e che mi lascia sempre esterefatto) e parziale di 10-0 per gli Indianapolis Colts padroni del gioco e con un Manning impeccabile, poi ha inizio il delirio.
Non so come, ma riesco ad acchiappare al volo il parziale di metà partita, 10-6 per i Colts, ma New Orleans sta piano piano rientrando in partita, e mi vedo squartato nel mio letto in una pozza di sangue e Grissom (!) che mi chiede se sto bene (ma pezzo di...non vedi che sono morto?).
Apro gli occhi per lo spavento e visualizzo gli Who che suonano Who are you? (la sigla di CSI per quei 2 o 3 che non lo sapessero) al centro dello stadio, questa volta non mi stavo immaginando nulla, youtubbare per credere ;-)
Provato, ma non abbattuto cerco di riacquistare le forze. Ricomincia la partita e, non so come, vedo un onside kick dei Saints, il che avviene per davvero, ma in maniera totalmente diversa da come la mia mente codifica le immagini e per qualche oscura ragione mi trovo catapultato nell'ultimo quarto a festeggiare una meta dei Saints che li porta a condurre per 56-51 (questi finisce che li gioco). Ho perfino un momento di dubbio sul punteggio, del tipo "ma come diavolo hanno fatto a fare tutti questi punti in così poco tempo" ma l'adrenalina della finale mi distoglie da ogni pensiero estraneo e quando sull'ultima azione della partita Manning lancia un suo ricevitore in touchdown la mia delusione è pari solo al numero di imprecazioni lanciate in aria; anche questa volta Oliver Stone e Al Pacino mi vengono in soccorso, una roba di questo tipo più o meno.
Allora riapro gli occhi, leggo 17-16 per Indianapolis Colts sul finire del terzo quarto e Roberto Gotta che sentenzia qualcosa del genere: New Orleans si accontenta di 3 punti, ma ora il suo attacco dopo lo scotto iniziale produce gioco con regolarità.
Leggo sulla sveglia che sono passate le tre e mi arrendo all'evidenza: mi tolgo le cuffie, spengo tutto e chiudo gli occhi per davvero.
Ah, il Super Bowl l'hanno vinto i Saints 31-17, Gotta ci aveva visto lunghissimo ;-)
Song of the day: Emiliana Torrini - Me an Armini
Marcello
P.S. Molti ricordi si devono a Cardinals-Packers di un mesetto fa e Redskins-Saints di regular season.
P.P.S. Ah, se volete capire per davvero come è andata la partita vi rimando al video qui sotto o agli highlights della NFL



.jpg)